Un nuovo amico
Giorno della Luce 1 Gioconeve 422 AC

Di come io e Pholos III incontriamo Zurgas il Minotauro mentre combatte contro le Guardie di Neraka nella foresta di Silvanesti.

Al mattino del giorno della Festa del Nuovo Anno io e Pholos III ci svegliammo intirizziti dal freddo. Eravamo sul margine orientale della foresta di Silvanesti, poco lontano dalla cittadina di Kurinost e l'aria proveniente dalla baia di Balifor portava freddo. Non pioveva, ma il cielo era grigio e carico di brutti auspici.
Ci alzammo di malavoglia e dopo aver mangiato una galletta ci dirigemmo verso nord. Sul limitare della foresta prima che inizzassero le pianure delle Terre di Confine, ci trovammo nel bel mezzo di una azzuffata tra cinque Guardie scure e un minotauro.
Il grosso uomo toro menava incornate e fendenti con una grossa ascia, ma sembrava quasi sopraffatto dalle guardie scure. Pholos subito deviò per trovare una posizione riparata e non si accorse che io invece, non avendo visto la sua deviazione, continuavo dritto verso la battaglia.
Era stupendo come quel grosso uomo toro faceva roteare un'ascia così grande. E poi le guardie con quelle uniformi tutte uguali ... stupendo, mi sembrava una di quelle storie che mi raccontavano da piccolo prima di andare a dormire.
Proprio nel momento in cui tre guardie stavano per immobilizzare il minotauro, una di esse probabilmente mi vide, fece per venire verso di me, ma inciampò in una radice di albero, cadde faccia a terra e la sua spada volò fino a conficcarsi in una pianta proprio davanti alla faccia di un'altra guardia che sta per caricare il minotauro, finendo proprio con la faccia contro il piatto della spada e caddendo poi prono, la pietra a terra forse non era molto morbida perchè la guardia non si rialzò più.
Questo trambusto fece distrarre una delle guardie che stava affrontando corpo a corpo il minotauro, la quale diede un colpo di elsa nei reni di un suo compagno il quale a sua volta perdendo l'equilibrio staccò di netto il naso della terza guardia.
Ora per il minotauro fu facile sbarazzarsi di quanto rimaneva della pattuglia.
Io rimasi impietrito e con me probabilmente anche Pholos. Poi il minotauro si avvicinò a me soffiando dalle narici e ansimando. Si abbassò su un ginocchio per guardarmi in faccia. Puzzava un pochino. Aveva un ghigno minaccioso. Ma dopo una manciata di secondi cominciò piano piano a sorridere e poi scoppiò in una fragorosa risata che mi faceva ridere pure a me. Infine disse qualcosa del genere che era proprio divertente che una piccola pulce fastidiosa avesse salvato la pelle ad un guerriero minotauro.
Mi strinse la mano (e me lo ricodo ancora perchè sentii dolore per qualche giorno) e mi disse che era in debito con me perchè gli avevo salvato la vita. Allora io gli chiesi di unirsi al nostro gruppo (anche se non era ancora un gruppo). Così Zurgas il minotauro divenne un nostro compagno di viaggio.